Maggio: fioriture, fecondità ed abbondanza

2 Mag 2022Prodotti

«Maggio risveglia i nidi, maggio risveglia i cuori; porta le ortiche e i fiori, i serpi e l’usignol» (Giosuè Carducci)

Il nome Maggio (Maius in latino) si dice possa derivare dall’antica divinità romana Maia, dea della fecondità e del risveglio della natura.
Durante i primi giorni del mese, si svolgevano i Ludi Floreales o Floralia, feste con danze, canti, spettacoli teatrali e giochi, considerate veri e propri riti propiziatori affinché la terra potesse dare frutti in abbondanza.

Il primo Maggio è una festa molto importante anche nel calendario celtico e neopagano, in quanto segna l’inizio della metà dell’anno luminosa.
Questa festività chiamata Beltain o Beltane, che in gaelico significa “fuoco luminoso” è anche il nome gaelico irlandese del mese stesso.

Scopriamo insieme cosa ci offre questo mese rigoglioso.

 

Fave

Di origine asiatica, le fave si diffusero rapidamente in tutta Europa, anche per la loro facilità di coltivazione.
Datate 6.000 A.C. nell’area del Mediterraneo, hanno rappresentato la principale fonte proteica per diverse popolazioni, tanto da essere definite la “carne dei poveri”.

Come tutti i legumi, le fave sono ricche di nutrienti e minerali fondamentali come il ferro, lo zinco e il manganese.

Nonostante la fava sia considerata “la madre di tutte le leguminose”, per molto tempo ha goduto di cattiva fama a causa della Scuola Pitagorica.
Veniva, infatti, considerata mezzo di comunicazione tra l’Ade e il mondo dei vivi. Con la fioritura, le anime dei defunti sarebbero risalite sulla terra dall’aldilà.

Oggi vengono utilizzate sia secche che fresche in numerosi piatti della tradizione gastronomica italiana.
In Puglia abbiamo la zuppa di fave e cicoria, in Sicilia il “maccu” (tipico della Festa di S. Giuseppe) e in Campania vengono consumate fresche e crude in abbinamento alla ventresca e pane “cafone”.

Le fave vengono anche sfruttate in agricoltura per allontanare i parassiti dalle altre colture, nascondendole sotto terra per proteggere le piante vicine.
Inoltre, le fave sono alla base della pratica di concimazione naturale chiamata sovescio: attraverso il loro interramento arricchiscono il terreno di azoto.

 

Patate novelle

Le patate novelle, chiamate anche “primaticce”, non sono una tipologia particolare di patata, ma solamente patate precoci e precocissime raccolte prima che raggiungano la maturazione completa.

Vengono raccolte subito dopo la fioritura, quando la buccia è così sottile e tenera che è possibile toglierla semplicemente sfregandola con le dita o con un panno, senza la necessità di utilizzare un coltello o un pelapatate.
Proprio per questa caratteristica, spesso vengono consumate con la buccia stessa, dopo averla lavata con accuratezza, ovviamente.

Questi tuberi necessitano di temperature miti e, proprio per questo, sono tipiche del sud Italia.
La Puglia, nello specifico, è la regione che produce una grossa fetta del totale delle patate novelle italiane, insieme a Campania e Sicilia.
Le varietà più rinomate ed apprezzate sono la Patata Novella di Galatina DOP, la Patata Novella di Messina e la Patata Novella di Siracusa.

Le patate novelle contengono una maggiore percentuale di acqua delle altre, di conseguenza sono meno caloriche. Al contrario, hanno meno amido.
Sono facilmente digeribili e aiutano la peristalsi intestinale. Sono ricche di vitamine, zinco, selenio e acido folico.
Ideali anche per le donne in gravidanza, sia per i sali minerali contenuti sia per le loro proprietà anti-nausea.

Consumate arrosto in forno, al vapore o saltate in padella, al contrario delle altre patate, non sono adatte invece per il purè o per gli gnocchi.

 

Fiori di zucca

Con questo nome si intendono sia i fiori di zucca che quelli di zucchina.
Fondamentalmente hanno lo stesso aspetto, anche se quelli di zucca sono, ovviamente, più grandi.

Di questi fiori esiste sia la femmina (da cui si sviluppa il frutto) che il maschio.
Quest’ultimo, riconoscibile dal lungo peduncolo ricco di polline, è proprio quello più utilizzato in cucina.

Sono costituiti da acqua per il 95% e privi di colesterolo.
Proprio per questo, hanno proprietà diuretiche e rinfrescanti, sono estremamente digeribili e apportano poche calorie (se cucinati senza grassi!).
Contengono anche betacarotene, vitamina C, fosforo e calcio.

Ideali nelle insalate e nelle frittate, anche se la loro massima esaltazione è consumarli ripieni e fritti!

 

Ciliegie

Questo frutto irresistibile (tanto da generare il modo di dire “una ciliegia tira l’altra”) è apprezzato fin dall’età della pietra.
Sono stati, infatti, trovati noccioli fossilizzati in diverse caverne europee.

Anche i soldati Romani ne andavano ghiotti, tanto da mangiarle in missione e lasciare sul terreno i noccioli per far crescere alberi di ciliegie in tutto l’impero.

Nella mitologia greca, l’albero di ciliegio era sacro ad Afrodite, dea della bellezza e dell’amore.
Ancora oggi, i suoi frutti sono considerati un portafortuna per gli innamorati, in particolar modo in Sicilia dove le migliori dichiarazioni d’amore si fanno all’ombra di un ciliegio in fiore.

Esistono più di mille varietà di ciliegie e la Turchia è il principale produttore al mondo.
Non a caso, il termine ciliegia deriva dal greco Kérasos, città della Cappadocia (Cerasunte) attualmente chiamata Giresun.

Sono frutti naturalmente dolci, ricchi di vitamine e fibre dal forte potere diuretico (per questo è bene non abusarne!).
La polpa, inoltre, contiene potenti antiossidanti, utili per la salute cardiovascolare.