Albicocche, tante varietà e proprietà per adulti e bambini

27 Apr 2021Prodotti

Le prime ad arrivare sono, a fine maggio, quelle della varietà Pindos, ma le albicocche ci accompagnano per tutta l’estate, con il loro sapore così gradevole e il loro splendido aspetto.

Come sempre in Italia, sono tanti e riconosciuti i territori vocati alla sua coltura e per quelle piccole produzioni che si esauriscono in tempi brevi ci pensa slow food (che ne ha selezionato 70 cultivar) a proteggerle e valorizzarne lo storytelling.

Fanno parte della famiglia delle rosacee, genere Prunus, sono quindi strettamente imparentate con ciliegie, mandorle, pesche e prugne, tutti frutti che, non a caso, possiamo goderci per tutta l’estate, con qualche anticipazione e sconfinamento.

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Ma andiamo con ordine.

Anzitutto l’albicocca è un frutto toccasana: oltre alla ricchezza di vitamina A e C contiene tanto potassio, fosforo, sodio e ferro, validi alleati nei periodi di convalescenza, se si soffre di anemia o se ci si sente semplicemente spossati; queste proprietà ci suggeriscono anche di tenerne una scorta nello zaino se affrontiamo una bella passeggiata in estate!

Le albicocche contengono, oltretutto, pochissime calorie per essere un frutto (28 Kcal per 100 g.) tanto che se ne possono mangiare fino a 4 al giorno, oltre al fatto che, per il loro apporto di magnesio ci aiutano a tenere a bada la fame nervosa “da desiderio di zuccheri”.

Per tutti i motivi sopra citati le albicocche sono un frutto ideale anche per i bambini, in particolare per quelli iperattivi o che giocano spesso all’aperto (la vitamina A stimola la produzione di melanina) e perfino per i neonati, ma con qualche accortezza. Se infatti è un ottimo alimento per le donne in gravidanza, è consigliabile aspettare l’ottavo mese a introdurla nella dieta del neonato, perché, anche se solo in rarissimi casi, può dare reazione allergica ai bimbi più sensibili. È bene quindi introdurre nello svezzamento le albicocche solo dopo aver introdotto mele, pere e banane, e farlo con moderazione, semmai eliminando la buccia, dove l’allergene -se c’è- si concentra.

Le tante varietà dell’albicocca sono condizionate dal territorio dove vengono coltivate e così muta anche il loro aspetto, dalle più grandi come le “amabile Vecchioni” di fine giugno, alle più piccole Preole o le Vallaggine, dalle Diavole, con striature rosso fuoco, alle “lentigginose” Galàtone della costa jonica della Puglia, ed ancora le Don Silvestro, quasi bianche e coltivate a Ventotene o le Thirintos, succosissime, che si presentano di un tenue giallo.

Tutto ciò per dire: non cercate il frutto grande e di un arancione perfetto, perché ogni aspetto dell’albicocca che può sembrarvi un’imperfezione, probabilmente, racchiude qualcosa di sensazionale a livello di gusto, consistenza e profumo!